Le Cronache della Folgoluce Wiki
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Shalash
Shalash 2.png
Status personale
Status

Viva

Prima apparizione

La Via dei Re: Interludio 7

Ultima apparizione

Giuramento: Capitolo 121

Alias
  • Shush-figlia-Dio
  • Ash
  • Epan
  • Pom
Parenti
Titoli

Araldo dell'Onnipotente; Araldo della Bellezza; Patrona dei Tessiluce; Signora dei Sogni

Arma

Onorlama

Abilità

Stratoguerriera

Poteri
Caratteristiche fisiche
Razza

Umana (Ashynita)

Sesso

Femminile

capelli

neri

occhi

violetti

Shalash, o più semplicemente Ash, è una dei Dieci Araldi dell'Onnipotente e la patrona dei Tessiluce. Prima della Vera Desolazione viaggiava per il mondo distruggendo ogni rappresentazione di se stessa che riusciva a trovare. Attualmente è a Urithiru, "ospite" di Jasnah Kholin[1].

Aspetto e Personalità[]

Shalash è una donna eccezionalmente bella, alta e magra come un Alethi e con la carnagione scura tipica dei Makabaki. Aveva i capelli lunghi e neri, mentre i suoi occhi, grandi come quelli degli Shin, erano di un violetto estremamente pallido, quasi da sembrare bianchi.[2]

Shalash ha sviluppato un'ossessione compulsiva di distruggere qualunque opera d'arte che la raffiguri: ogni volta che vede il proprio volto, che sia un dipinto, una statua o un arazzo, viene colta dall'irresistibile impulso di danneggiarlo, a prescindere dalle circostanze -anche pericolose- nel quale l'Araldo si trovi[3].

Shalash è molto riservata e non apprezza che vengano poste domande indiscrete[2]. Sembra essere molto dispiaciuta di aver abbandonato il Giuripatto. Dopo aver incontrato di nuovo Taln, si scusa per averlo lasciato indietro ed è scossa dal fatto che lui non la odi per il suo tradimento[4]. Eppure, non si preoccupa più del destino di Roshar e della sua gente, che ormai considera condannate[3]. Sembra che Shalash abbia dei periodi in cui perde il contatto con la realtà, perché ha difficoltà a notare il trascorrere del tempo e "perdere vite sognando"[4].

Poteri e abilità[]

Shalash in quanto Araldo di Onore e Ombra Cognitiva è praticamente immortale. Su Roshar non mostra segni di invecchiamento e quando muore, viene trasportata su Braize, da dove potrebbe tornare subito in vita su Roshar se questo non scatenerebbe immediatamente una nuova desolazione.

Come parte del Giuripatto, le è stata assegnata una delle Onorlame, concedendole l'accesso ai Vincolaflussi. La sua lama le ha permesso di usare i Flussi di illuminazione e trasformazione tipici dei Tessiluce. Tuttavia dopo Aharietiam ha abbandonato la sua lama e da allora non l'ha più recuperata[5][2].

Storia[]

Araldo[]

A differenza degli altri Araldi, non è chiaro se Shalash sia nata su Ashyn o dopo l'arrivo della sua gente su Roshar[6]. Quando iniziarono le Desolazioni, fu scelta da Onore per essere uno dei suoi Araldi.

Dopo la formazione del Giuripatto, Shalash e gli altri Araldi trascorsero diverse migliaia di anni aiutando il popolo di Roshar a combattere i Nichiliferi. Durante una delle lunghe prigionie su Braize venne spezzata e al termine dell'Ultima Desolazione, Shalash concordò con gli altri Araldi di non voler tornare nella Dannazione. Abbandonò così la sua Onorlama abiurando il Giuripatto[5].

Post-Aharietiam[]

Fan-art di Shuravf

La Via dei Re[]

Quattro millenni e mezzo dopo, Shalash è ancora in vita e viaggia per il mondo seguendo una particolare ossessione: distruggere qualunque rappresentazione artistica di se stessa.

Nel corso del 1167, qualche tempo prima dell'assassinio di Gavilar, Shalash si infiltra nel palazzo di Kholinar e abbatte la statua dedicata a lei[7]. Durante i festeggiamenti per il trattato con i Parshendi, Jasnah Kholin ascolta due uomini dell'Ovest commentare che "Ash sta peggiorando"[8].

Nel 1173, Shalash s'infiltra invece nel palazzo di Ashno dei Saggi, ad Emul, seguita da Baxil e Av e distrugge un grande quantità di opere d'arte.[2]

Parole di Luce[]

Nel corso dello stesso anno, Lift e Gawx, penetrati nel celebre Palazzo di Bronzo ad Azimir, notano che qualcuno ha rovinato un prezioso dipinto raffigurante gli Araldi[9]

Giuramento[]

Ash si recò a Vedenar all'inizio della Vera Desolazione per rintracciare un dipinto di se stessa realizzato da Dandos l'unto. S'infiltrò nella villa dove era custodita l'opera spacciandosi per una lavandaia ma non aveva previsto che il quadro era solo un'esca. Il padrone di casa, il Mraize, voleva rivelarle una preziosa informazione: il luogo in cui si trovava Taln[10].

Shalash giunse così a Thaylen giusto in tempo per l'attacco sferrato dai Nichiliferi,e nella tenda personale di Amaram trovò l'Araldo della Guerra[3]. Taln era però catatonico e Ash fu costretta a trascinarlo via per allontanarlo dai combattimenti. Ma quando Dalinar aprì la Perpendicolarità di Onore, Taln sembrò riacquistare brevemente lucidità e ringraziò Shalash per aver concesso all'umanità millenni per crescere e recuperare[4].

Dopo la battaglia, Taln tornò nel suo stato catatonico e Ash decise di portarlo da Ishar. Proprio quando era ad un passo dalla Giuriporta, Vyre riuscì ad uccidere Jezrien, mandandola in uno stato di shock profondo tale da farle perdere i sensi. Questo permise a Jasnah, che stava ispezionando i profughi in fuga di notarli e di portarli a Urithiru[11].

Cultura e Associazioni[]

Nel Vorinismo Shalash è conosciuta come Shalash'Elin, tra gli Shin è nota come Shush-figlia-Dio mentre ad Emul e forse anche nelle altre nazioni Makabaki è chiamata Epan la Regina dei Sogni.

  • E' associata al numero sei, conosciuto come "Shash"
  • E' associata ad una delle dieci essenze, il Sangue.
  • E' associata agli Attributi divini della Creatività e della Sincerità[12]

Fonti[]

Galleria[]