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Lin Davar
Lin DavarFan art di ex-m [1]
Status personale
Status

Morto

Prima apparizione

Parole di Luce, capitolo 10

Ultima apparizione

Parole di Luce, capitolo 73

Data di morte

1173

Lignaggio

Casata Davar

Nazionalità

Veden

Parenti
Affiliazione
Occupazione

Luminobile

Titoli

Luminobile Quarto Dahn

Arma

Spada

Abilità
  • Capacità di utilizzare un'Animutante
  • Abile duellante
Caratteristiche fisiche
Razza

Umana

Sesso

Maschio

capelli

Rossi

occhi

Azzurri


Lin Davar era un luminobile Veden di quarto dahn e il patriarca della Casata Davar. Era il padre di Shallan, Wikim, Jushu, Balat ed Helaran.

Aspetto e Personalità Modifica

Un comportamento del genere le ricordava suo padre, che afferrava tutto quanto tanto stretto che alla fine lo rompeva.

Shallan Davar, Parole di Luce, capitolo 63

Lin Davar era un uomo alto e imponente, con una barba folta a dispetto della più recente moda vediana. Era solito indossare una camicia attillata con sopra una veste e l'ulatu, un indumento di seta simile ad una gonna[1]

In passato, Lin Davar era una persona di buon cuore e un padre amorevole. La prematura morte della moglie e la ferrea determinazione nel voler proteggere la figlia dalla verità, fecero gradualmente crollare i nervi e l'autocontrollo del capofamiglia Davar. Pian piano si colmò di rabbia e disperazione e il suo temperamento divenne sempre più brutale e collerico, perfino con i suoi figli. Paradossalmente invece, nei riguardi di Shallan , divenne iperprotettivo e paranoico, non osando mai picchiarla né urlarle contro.

Lin aveva un notevole talento per la politica -che unito alla sua spietatezza e alla sua mancanza di scrupoli- si rivelò in grado di portarlo ad aspirare al titolo di altoprincipe.

Storia Modifica

Quel segreto lo distrusse. Distrusse la nostra intera famiglia.

–Shallan Davar, Parole di Luce, capitolo 88

Nel 1167, Lin Davar perse sua moglie, ma le bizzarre circostanze della morte della donna, diedero vita a numerose dicerie che dipingevano il patriarca Davar come un luxoricida. In modo inesorabile quelle voci isolarono la casata sia politicamente che finanziaramente, portandola sull'orlo della bancarotta. Come se non bastasse, pochi mesi dopo, Lin dovette confrontarsi con il suo primogenito che lo accusò pubblicamente di essere un assassino e arrivò quasi ad ucciderlo[1].

Per placare le voci e dimostrare la buona salute della casata, Lin organizzò, nel 1169, delle nuove nozze con la figlia più giovane del luminobile Gevelmar ma il suo bluff è presto svelato: le dicerie avevano infatti raggiunto le orecchie dell'altoprincipe che per vederci chiaro, aveva inviato ad indagare il suo famigerato figlio bastardo.[2] Lin riesce ad evitare un'incriminazione ma ormai la sua reputazione è compromessa al punto che, i suoi vicini iniziano ad approfittarsi della sua debolezza[3]

Nel 1170, Lin Davar riesce a stringere un'alleanza con i Sanguispettri e improvvisamente la fortuna inizia a girare: cave di marmo vengono scoperte nelle proprietà dei Davar e il nuovo flusso di denaro permette di saldare i vecchi debiti e di crearne di nuovi, volti questa volta alla conquista del potere.

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Il ritorno alla ricchezza non migliora l'umore di Lin e il suo rapporto con i figli peggiora più che mai. L'uomo arriva al punto da ordinare l'assassinio di Helaran e di spingere Balat a progettare una fuga a Vedenar, insieme ad Eylita e all'ormai stremata Malise. Ed è proprio lei che, alla fine, rivela i piani a Lin. L'uomo non si dimostra indulgente e la uccide, facendo convocare poi subito dopo Eylita alla villa, per sbarazzarsi anche di lei. Balat cerca di salvarla e affronta il padre in duello ma viene sconfitto e mutilato. Prima che la situazione degeneri, Shallan interviene e con un trucco avvelena e poi strangola il patriarca Davar, cantandogli quella ninna nanna che tanto tempo prima lui aveva usato per calmarla dopo la morte della madre.[4]

La Via dei Re Modifica

Con Lin morto, Shallan e i suoi fratelli scoprono la portata dei suoi intrighi politici e in particolare il ruolo giocato dall'animutante, ora rotto, nel rimpolpare le ricchezze della casata. Con gli alleati diffidenti e i nemici pronti a colpire, i Davar celano la morte di Lin ed inventano delle scuse per giustificare la sua assenza nelle attività mondane.

Shallan nel frattempo viene inviata a rubare l'animutante di Jasnah, e la ragazza nel lungo viaggio che affronta, bandisce dalla mente il ricordo della morte del padre[5], ma non riuscirà comunque a cancellare i tanti momenti angoscianti vissuti con lui. Mesi dopo, Shallan scoprirà che Lin Davar apparteneva al gruppo dei Sanguispettri[6]

Parole di Luce Modifica

Quando Shallan s'intrufola nella residenza di Amaram, scopre che il generale alethi custodisce una stanza piena di mappe, molto simile a quella cheLin aveva nella tenuta di famiglia. Tuttavia quelle mappe erano incentrate sulle Pianure Infrante, mentre quelle del padre riguardavano Jah Keved.[7]

Citazioni Modifica

Kabsal: «È un uomo manesco, mi pare di capire?»
Shallan: «Sì, ma mai con me. Io sono troppo preziosa. La sua figlia ideale, perfetta. Vedete, mio padre è precisamente il tipo d'uomo chen appenderebbe un dipinto dalla parte sbagliata. In tal modo non sarebbe toccato da dita o da occhi indegni.»
La Via dei Re, Capitolo 42
  • Ovunque vado, trovo solo angoli. Lentamente, mi stanno intrappolando. (Lin Davar, Parole di Luce, capitolo 45)
  • Non puoi aggiustarci, Shallan. Jushu si distruggerà. È solo questione di tempo. Balat sta diventando come nostro padre, a poco a poco. Malise passa una notte su due a piangere. Nostro padre la ucciderà uno di questi giorni, come ha fatto con nostra madre. (Wikim, Parole di Luce, capitolo 45)
  • Finalmente farò qualcosa di me stesso e di questa casata. Metterò fine alle voci su di noi, ai dubbi. La casata Davar diventerà una potenza in questo principato. (Lin Davar, Parole di Luce, capitolo 48)
  • Qualcosa si è impadronito di nostro padre, qualcosa di terribile. Se ce ne andiamo tutti, glielo consegniamo. Qualcuno deve aiutarlo. (Shallan su Lin, Parole di Luce, capitolo 61)
  • Ci ucciderà tutti. Uno a uno, ci spezzerà e ci ucciderà. C’è un’oscurità dentro di lui. L’ho vista, dietro i suoi occhi. Una bestia… (Malise su Lin, Parole di Luce, capitolo 65)
  • Nessuna oscurità lì dentro oggi. Solo lui. Era raro, di questi giorni. (Shallan su Lin, Parole di Luce, capitolo 65)
  • Non vogliono ascoltare, Shallan. Nessuno vuole ascoltare. Odio dover combattere la mia stessa casa. Dovrebbero appoggiarmi. Wikim se ne sta semplicemente a fissare il muro per metà del tempo. Jushu è inutile e Balat si oppone a ogni mia decisione. Ora anche Malise. (Lin Davar sulla sua famiglia, Parole di Luce, capitolo 65)
  • Ti ho sempre disprezzato. Il codardo. Helaran era nobile. Mi resisteva, ma aveva passione. Tu...strisci in giro, frignando e lamentandoti. (Lin a Balat, Parole di Luce, capitolo 73)

Fonti Modifica

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