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Disambig-icon.png Questo articolo riguarda il libro fittizio. Per il romanzo di Sanderson, vedi Giuramento.

Giuramento, mia gloria e mia vergogna (Oathbringer, My Glory and My Shame) è un libro scritto da Dalinar Kholin nell'anno 1174 durante la Vera desolazione . È un resoconto della vita e del viaggio di Dalinar, scritto di sua mano nella scrittura formale delle donne Alethi, in contrasto con l'usanza Vorin in cui un uomo di solito dettava i suoi scritti a una parente femminile. [1]

StoriaModifica

Ispirato da La Via dei Re e dai suoi incontri con Nohadon nelle sue visioni , Dalinar sentì che avrebbe dovuto annotare gli eventi della sua vita e del suo viaggio e su come fosse cambiato. La decisione finale di scrivere il racconto fu presa durante la Battaglia di Thaylen , quando Dalinar unì i tre Regni e creò una perpendicolarità , durante la quale poté vedere Shadesmar. Dopo la battaglia, Dalinar chiede a Navani di insegnargli a leggere, e in seguito a scrivere. Tre settimane dopo, dopo il matrimonio di Adolin e Shallan, iniziò la stesura del libro[1].

Passaggi conosciuti Modifica

  • Sono certo che alcuni si sentiranno minacciati da questa testimonianza. Altri potrebbero sentirsi liberati. Molti penseranno semplicemente che non dovrebbe nemmeno esistere[2].Dovevo metterla comunque per iscritto [3].So che molte donne che leggeranno questo lo vedranno solo come una riprova che sono l’eretico senza dio che tutti affermano.[4]Posso indicare il momento in cui ho deciso per certo che questo resoconto dovesse essere scritto. Ero sospeso tra i reami, guardando dentro Shadesmar – il reame degli spren – e oltre[5].Pensavo di essere davvero morto. Di sicuro, qualcuno con la vista più lunga della mia pensava che fossi caduto.[6].Non sono morto. Ho sperimentato qualcosa di peggio[7]. Nonostante quel momento, posso sinceramente dire che questo libro covava dentro di me fin dalla giovinezza[8].La somma delle mie esperienze mirava a questo momento. A questa decisione[9].Forse la mia eresia risale a quei giorni della mia fanciullezza quando tali idee presero corpo[10].Non vi chiedo di perdonarmi. E nemmeno di capirmi[11].Vi chiedo solo di leggere o ascoltare queste parole[12]. In questa cronaca, non tralascerò nulla. Non eviterò argomenti difficili, né mi rappresenterò sotto una falsa luce eroica[13].Enuncerò solo la pura, perfino brutale verità. Dovete sapere cos’ho fatto e cosa quelle azioni mi sono costate[14].Poiché da questo deriva la lezione[15].Non è una lezione che affermo di poter insegnare. L’esperienza stessa è la grande maestra e dovete cercare direttamente lei[16].Nessuno può descriverti una spezia: devi provarla di persona[17].Comunque, con una spezia pericolosa, si può essere avvisati di provarne solo un assaggio. Mi auguro che la vostra lezione non sia dolorosa quanto la mia[18]. Non sono un cantastorie che vi intrattenga con racconti bizzarri[19].Non sono un filosofo che vi affascini con domande profonde[20].Non sono un poeta che vi delizi con argute allusioni[21].Non ho dubbi che voi siate più intelligenti di me. Io posso solo raccontare cos’è successo, cos’ho fatto, e poi lasciare che siate voi a trarre le conclusioni[22].Confesserò i miei delitti davanti a voi. Con sommo dolore, ho ucciso qualcuno che mi amava con tutto il cuore[23].Confesserò la mia eresia. Non ritratto le cose che ho detto, a prescindere da ciò che pretendono i ferventi[24].Infine, confesserò la mia umanità. Sono stato definito un mostro e non nego tale definizione. Sono il mostro che temo tutti possiamo diventare[25].Perciò mettetevi comodi. Leggete, o ascoltate, le parole di qualcuno che è passato tra i reami[26].Ascoltate le parole di un folle[27].Se non possono rendervi meno sciocchi, lasciate almeno che vi diano speranza[28].Poiché proprio io, tra tutti, sono cambiato[29].
    – Giuramento, Prefazione
  • Le parole più importanti che un uomo può dire sono: “Io sarò migliore”. Queste non sono le parole più importanti che qualunque uomo possa dire. Io sono un uomo, ed esse sono ciò che ho avuto bisogno di dire. L’antico codice dei Cavalieri Radiosi recita: “Viaggio prima della destinazione”. Qualcuno potrebbe definirlo un semplice luogo comune, ma è molto di più. Un viaggio comprenderà dolore e fallimento. Non sono solo i passi in avanti che dobbiamo accettare. Sono i passi falsi. Le prove. La consapevolezza che falliremo. Che faremo del male a quelli attorno a noi. Ma se ci fermiamo, se accettiamo la persona che siamo quando cadiamo, il viaggio termina. Quel fallimento diventa la nostra destinazione. Amare il viaggio è accettare che non esiste una fine del genere. Ho scoperto tramite l’esperienza dolorosa che il passo più importante che una persona possa fare è sempre quello successivo. Sono certo che alcuni si sentiranno minacciati da questa testimonianza. Altri potrebbero sentirsi liberati. Molti penseranno semplicemente che non dovrebbe nemmeno esistere. Dovevo metterla comunque per iscritto.[1]

Fonti Modifica

Epigrafi
La Via dei Re Rantoli della MorteLa Lettera (La Via dei Re)Appunti di Jasnah Kholin
Parole di Luce Diario personale di Navani KholinCanti degli AscoltatoriParole di LuceLa Lettera (Parole di Luce)Il Diagramma
Giuramento GiuramentoLa prima lettera (Giuramento)La seconda lettera (Giuramento)La terza lettera (Giuramento)Archivio delle gemme di UrithiruMythica di HessiStele di Eila
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