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I Canti degli Ascoltatori sono una raccolta di canti che, insieme, costituiscono il corpo delle tradizioni e della storia della razza Parshendi

Canto dell’ElencazioneModifica

il Canto sembra che sia suddiviso in più di 90 strofe, ed è così chiamato perché elenca tutte le forme scoperte dagli Ascoltatori nella loro Storia. Al momento sono conosciute solo 8 strofe.

Ciascuna strofa è formata da quattro versi, organizzata secondo uno schema rimico incrociato (ABBA). In genere il primo e il secondo verso descrivono le funzioni della forma, mentre il terzo e il quarto possono spiegare i requisiti necessari per la forma o le sue conseguenze.

V° strofa Modifica

Forma libidinosa mite, per amare,
Data per la vita, gioia essa ci porta.
Trova questa forma colui al quale importa.
Vera empatia deve utilizzare.

XV° strofa Modifica

Forma bellicosa per battaglia e regno,
Degli dèi propria, serve a prevalere.
Ignota, non vista, vitale da ottenere.
Chi ha la volontà di portarla è degno.

XIX° strofa Modifica

Forma operosa per forza e cura.
Spren al tuo orecchio sussurran pensieri.
Cerca questa forma, scovane i misteri.
Qui tu troverai libertà da paura.

XXVII° strofaModifica

Forma flessuosa dai tocchi delicati.
Diedero gli dèi questa forma a tanti,
Ma poi li sfidaron e furon annientati.
Questa forma agogna precisi ed abbondanti.

XXXIII° strofaModifica

Forma pensierosa, di consolazione.
E di insegnamento, fatta per la pace.
Dagli dèi usata poi divenne invece
Forma di menzogne e desolazione.

LXIX° strofaModifica

Forma studiosa, pensiero e pazienza.
All'ambizione innata devi far attenzione.
Se studio e diligenza faran da premiazione,
Sarà tuo destino perder l'innocenza

XC° strofaModifica

Forma estrosa, beltà e ispirazione.
Canti ch'essa crea son i più agognati.
Pur se dall'artista son mal interpretati,
Vengon spren ai fati della fondazione

Ultima strofaModifica

Forma tediosa, la mente più perduta.
Temuta, inferiore, pensieri fuori posto.
Chi trova questa forma deve bandire il costo.
E quando trova te, ti porta alla caduta.

Canto dei Segreti Modifica

XVII° strofaModifica

La forma ombrosa[1] annuncia quello che sarà,
La forma della notte[2], mente che predirà.
Quando gli dèi partiron, sussurrò la forma.
Una nuova tempesta un giorno scoppierà.
Quella tempesta un mondo nuovo genererà.
E una nuova via, ad ascoltar la forma.

XXVII° strofaModifica

La forma rovinosa[3] dei sogni anime infrange.
Di dèi questa forma meglio se non ti tange.
Il tocco non cercarne, né le urla, diffidala.
Bada a dove cammini a dove i piedi metti,
Su colli oppur di fiumi dentro i rocciosi letti
Conserva le paure nella tua testa, sfidala.

XL° strofaModifica

A questo il tradimento degli spren ha portato.
A degli eredi umani i loro Flussi han dato,
Ma non alle creature che a lor sappiam più care.
Per questo non sorprende che poi ci rivolgemmo
A quegli dèi con cui i giorni trascorremmo
Col diventar per loro creta da modellare.

LI° strofaModifica

Forma fumosa cela, passaggi dà indiscussi.
È forma di potere, come di spren i Flussi.
Osiam portare ancora codesta forma? Spia.
Creata dagli dèi, questa forma temiamo.
Il tocco dei Disfatti la maledì, sappiamo,
Formata dalle ombre, la morte dà. Bugia.

Ultima strofaModifica

I nostri dèi nacquer di un’anima frammento,
Di uno sol che cerca di prender sopravvento,
Distrugge ogni terra che osserva, con disprezzo.
Lor sono i suoi spren, il suo dono, il suo prezzo.
Le forme ombrose parlano della vita futura,
La sfida a un campione con cui ci si misura.

Canto delle StorieModifica

XII° strofa Modifica

Si dice fosse caldo nelle terre distanti
Allor che i Nichiliferi entrar nei nostri canti.
E nelle nostre case noi tutti li accogliemmo
Ma poi quelle case a loro noi cedemmo,
Accadde piano piano, e negli anni a venire.
Ancora sarà detto che sì dovea avvenire.

CXXVII° strofaModifica

Forma fumosa[4] cela, passaggi dà indiscussi.
È forma di potere, come di umani i Flussi.
Ha molta importanza che sia recuperata.
Per quanto dagli dèi la forma fu creata,
Di mano dei Disfatti essa fu la fatica.
La forza sua può esser amica o nemica.

Canto delle GuerreModifica

LV° strofaModifica

La nostra gente incolpano
Del perder quella terra.
La sua città copriva
A oriente l’entroterra.
Del clan i toni affermano con parole sicure
Non fur i nostri dèi a infranger le pianure.

Canto dei Venti Modifica

IV° strofa Modifica

La forma tempestosa viene detta
causare piogge, fulmini, bufere,
Attenti al suo potere, attenti al suo potere.
Ma se agli dèi il suo avvento dà lor notte,
Uno spren color rosso sangue opprime.
Attenti a quale fine, attenti a quale fine.

Canto della RevisioneModifica

CCLXXIX° strofaModifica

Forma estrosa, tinte oltre la comprensione;
I suoi superbi canti noi tutti agogniamo.
Dobbiamo attirare gli spren della creazione;
I canti basteranno finché non impariamo.

Canto degli SprenModifica

IX° strofaModifica

Che gli spren ci tradiron ricordiamo con sdegno.
Abbiam troppo vicine le menti al loro regno
Che dà le nostre forme, ma c’è anche dell’altro
Che poi viene richiesto pur dallo spren più scaltro,
Son cose degli umani: noi non possiamo darne,
Se brodo noi siamo, gli umani sono carne.

X° strofaModifica

Non è impossibil una mescolanza
Lor Flussi ai nostri in ultima istanza.
È stato promesso e può avvenire.
Oppure la somma riusciam a capire?
Noi non dubitiamo che possan volerci,
Ma se noi osiamo con lor rimescerci.

Note Modifica

  1. In realtà nell'originale si parla di "Nightform"
  2. Forms of shadows, nell'originale
  3. Nell'originale è "Decayform"
  4. Nell'originale è "Smokeform"
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